Storia della Posturologia

 

Anni fa la Posturologia sembrava un discorso avvenieristico in particolare in Italia, dove si ha sempre avuto resistenza nei confronti di qualunque informazione nuova provenisse oltralpe, in netto contrasto con la politica esterofila che invece ci contraddistingue come italiani. Non è strano, quindi, come un discorso ormai dato per scontato in altre Nazioni trovi tanta resistenza nel nostro territorio nazionale data la rigidità del nostro sapere scientifico.

Nel 1828 Flourens scopre la funzione dell’apparato vestibolare nel mantenimento dell’equilibrio . Le ricerche successive hanno però sfatato questo mito in quanto il sistema vestibolare, pur essendo molto importante nella funzione dell’equilibrio corporeo, è implicato nel rilevamento dei movimenti rapidi della testa ed è inattivo nel soggetto fermo in stazione eretta. Già nel 1837 Charles Bell scriveva: “Come fa un uomo a mantenere la postura eretta o inclinata contro il vento che gli soffia contro? Ė evidente che possiede un senso attraverso il quale conosce  l’inclinazione del suo corpo e che possiede la capacità di riaggiustare e correggere tutti gli scarti in rapporto alla verticale.”. Nel 1845 Longet studiò il ruolo della propriocezione dei muscoli paravertebrali nel gestire la stazione eretta e nel 1953 Romberg dimostrò con i suoi studi l’importanza del sistema oculare nell’equilibrio. Vierordt (1864) a Berlino aveva registrato i movimenti oscillatori dei soldati fissando sul casco degli stessi una piuma che, sfregando contro un disco rivestito di nerofumo, descriveva tali movimenti e le loro ampiezze (è nata la prima “pedana”).

Il 1900 fu l’anno degli approfondimenti della propriocezione ed esterocezione con De Cyon (1911) che studiò il ruolo della propriocezione oculo-motoria e Magnus (1926) il ruolo della pianta del piede nel mantenere l’equilibrio. In questi anni tutti  si concentravano a ricercare un solo apparato sensitivo che fosse responsabile  del  controllo dell'equilibrio e questo varò l’inizio delle dispute che nacquero  fra i vari ricercatori che si occupavano del sistema posturale e dei suoi controlli. Nel 1940 André Thomas distingueva già i concetti di equilibrio e di messa in equilibrio. Mentre Raquet nel 1953 permise la creazione di un apparecchio che registrava i fenomeni oscillatori del sistema posturale fine senza modificarli: la piattaforma posturografica. Le Baron nel 1955 valutò l’importanza del sistema oculomotore nell’attitudine posturale, con lo studio dei pesci (creando chirurgicamente vari gradi di strabismo). Tadashi Fukuda nel 1959 valutò il riflesso nucale, in relazione all’iperprogrammazione di alcuni muscoli del cingolo scapolo-omerale, in atleti di arti marziali. Nei primi anni 1970 L.M. Nashner, uno studente in ingegneria di Cambridge, decide di fare la sua tesi sul sistema di controllo posturale, costruendo un’apparecchiatura suscettibile di rilevare i movimenti del centro di gravità del soggetto in esame (praticamente due bilance affiancate). Nel 1987 Da Cunha definì per primo il concetto di   sindrome da deficit posturale (SDP).

Su questi presupposti sono nate agli inizi degli anni ’80 le diverse teorie posturologiche e le ferventi Scuole di pensiero:

il Sistema Posturale Fine del dr. Pierre Marie Gagey, medico del lavoro, che ha fondato a Parigi "La scuola francese di Posturologia" e ha gettato le basi della stabilometria, il ramo della posturologia che si interessa dell'equilibrio dell'uomo in piedi;

il Sistema Tonico Posturale del dr. Bernard Bricot, ortopedico, che a Marsiglia ha fondato il "Centro Internazionale di studio della Statica" e propone la relazione tra lo squilibrio dei recettori, le asimmetrie della posizione in piedi ed i dolori muscolo-scheletrici cronici.

Entrambi riconoscono gli occhi ed i piedi quali principali esorecettori del sistema, infatti nello stesso periodo a Lisbona, il Dr Orlando Alves da Sylva, oculista, con il dr. Martin da Cuhna iniziano a studiare le variazioni del sistema posturale con l’utilizzo di prismi ottici.

Un’altra Scuola nasceva negli anni ’90 in Italia e precisamente a Napoli, l’Associazione Italiana di Posturologia (A.I.diP.) del dott. Salvatore Serio, che facendo propri gli studi sulla Posturologia ed integrandoli con quelli dell’Osteopatia, della Kinesiologia Applicata, dell’Omeopatia e della Medicina Tradizionale Cinese ha cercato di dare una risposta unica ed esauriente nel vasto mondo della Posturologia.

Tutto questo lavoro di studio e ricerca non ha ancora dato una risposta completa ed univoca a quello che Bell si chiedeva nel 1837, ma di strada ne è stata fatta tanta ed oggi la posturologia comincia ad essere meno intuitiva e più scientifica, perché le ricerche in campo neurologico hanno dato risposta a molti quesiti sul funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico, perché la tecnologia mette a disposizione mezzi di ricerca sempre nuovi e sempre più perfezionati, ed anche perché oggi le informazioni corrono velocemente da un capo all’altro del mondo, permettendo uno scambio continuo ed un confronto costante tra i ricercatori.